Emmanuele Menicucci Pubblicato il 19/07/2021

La storia dell’Eremo di San Bartolomeo in Legio è profondamente legata a quella di Pietro da Morrone, sacerdote che condusse una vita eremitica, nominato Papa a quasi ottant’anni.

La costruzione dell’Eremo risale storicamente al 700 ma fu restaurato proprio da Pietro di Morrone nel 1250. In questi luoghi il futuro Celestino V condusse quasi due anni della sua vita, fino al suo rientro a Lione in occasione del riconoscimento ottenuto da Papa Gregorio X per la fondazione della Congregazione dei celestini.
 

Acqua, roccia e natura incontrano con la spiritualità in Abruzzo

L’eremo è caratterizzato da un antico balcone realizzato in roccia, di cui una delle due estremità incontra la parete rocciosa della chiesa. Oltre alla cappella sono presenti due vani scavati nella roccia che erano destinati agli eremiti.

La struttura è composta da quattro scale, anch’esse scavate nella roccia.

La prima, a nord, è caratterizzata da trenta gradini, mentre quella a sud è più irregolare e un po’ più lunga, le altre due invece si trovano al centro della scalinata, di cui una è detta Scala Santa. All’esterno inoltre è presente una vasca utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana.

Nella chiesa si può ammirare una facciata decorata da un affresco che ospita due riquadri con l’immagine di Cristo e di una Madonna con Bambino. Sulla parete sinistra scorre una sorgente d’acqua che tramite un piccolo canale scorre fuori dalla chiesa dissolvendosi nella roccia. L’acqua della sorgente viene raccolta nell’acquasantiera, insieme all’acqua della sorgente sottostante, ed è ritenuta santa.

All’interno la chiesa custodisce una piccola vaschetta scavata nel pavimento dove si raccoglie l’acqua che con molta probabilità veniva utilizzata da Pietro da Morrone per dissetarsi. Nella nicchia dell'altare è collocata una statua di S. Bartolomeo raffigurato con la propria pelle in spalla e un coltello che simboleggia il terribile martirio dello scorticamento a cui fu sottoposto.
 

Come raggiungere l’Eremo di San Bartolomeo in Legio.

Si parte da Decontra, piccolo borgo del comune di Caramanico Terme. Proseguendo a piedi, dopo aver lasciato l’auto all’uscita del paese, si procede a piedi seguendo le indicazioni per “Anello di Valle Giumentina”.

Dopo qualche minuto si raggiunge un incrocio che si contraddistingue per la presenza di una segnaletica in legno che indica la strada per Valle Giumentina.

Quest’ultima la riconoscerete subito per il suo panorama mozzafiato che si estende dalla Majella al Morrone, dal Sirente al Gran Sasso, e per la possibilità di ammirare le coste dell’Adriatico nelle giornate di sole.

A questo punto si prosegue verso l’incrocio con il Sentiero dello Spirito e percorrendo quest’ultimo si arriverà finalmente all’Eremo di San Bartolomeo. Una volta visitato vale la pena scendere a valle lungo il letto compatto del fiume per essere accolti dalla sorgente mistica di San Bartolomeo, la cui acqua avrebbe proprietà miracolose.

Seguendo lo stesso sentiero dell’andata si può girare a destra fino alla Valle Giumentina, seguendo una strada sterrata, dove è possibile incontrare un complesso di quattro capanne in pietra, di cui la più grande ha un’altezza di oltre otto metri.

Per rientrare a Decontra, infine, sarà sufficiente tornare sulla strada sterrata che vi porterà al punto di arrivo in trenta minuti.